Mary Shelley's Frankenstein

Frankenstein

Può sembrare strano che, in una pagina dedicata al paganesimo e neopaganesimo, compaia la recensione di un film tratto da quello che forse è il più celebre libro horror di tutta la storia. Può sembrare strano a condizione che non si sia mai letto il libro e si conosca la vicenda solo attraverso i vecchi film di Boris Karloff...

 

In realtà il racconto di Mary Shelley  è cosa ben diversa dallo stereotipo della cultura popolare. si tratta innanzitutto di una riflessione sulla responsabilità personale (e cosa c'è di più pagano di questo?) e di un interrogarsi circa il rapporto tra l' uomo e la natura ed i limiti che essa ci impone: in un' epoca in cui la hybris scientifica cerca di annullare tutte le barriere che la natura ha istituito,un libro come quello di Mary Shelley dovrebbe essere, a mio personale avviso, testo di studio nei primi anni di tutte le facoltà scientifiche. Il richiamo che questo libro fa alla responsabilità individuale non può mai essere sovrastimato e dovrebbe essere ben chiaro a tutti, specie oggi. Non è curioso come possa risultare attuale e profetico un libro scritto due secoli fa'

La versione del film che presentiamo, appropriatamente intitolata Mary Shelley's Frankenstein per rivendicare da subito la sua aderenza quasi filologica al testo originale, marcando così nettamente la propria differenza da tutti gli altri film dal titolo simile, è magistralmente diretto da Kenneth Brannagh, che interpreta anche il ruolo principale; accanto a lui Helena Bonham Carter, Tom Hulce e, nella parte della creatura, un superlativo Robert De Niro. Consigliatissimo