Questioni di vita o di morte

Dopo la conclusione della dolorosa vicenda terrena di Eluana Englaro, che ancora una volta ha visto la nostra classe politica dar prova del peggio di sé in termini di servilismo e dipendenza dalle influenze provenienti dal Vaticano, la contesa si è ora spostata nelle aule parlamentari dove in questi giorni viene discussa la proposta di legge su quello che viene definito Testamento Biologico.

Già durante gli ultimi giorni della vicenda sopra ricordata, si è cercato di far passare la discussione tra i sostenitori delle diverse tesi come la contrapposizione tra il Partito della Vita, ossia la Chiesa Cattolica ed i politici da essa manovrati, ed un fantomatico Partito della Morte, che avrebbe raggruppato tutti quelli che esprimevano una posizione differente.

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Naturalmente si tratta di una elaborata menzogna, perchè qui la posta in gioco è molto più grave, più importante e proprio per questo richiede una maggiore attenzione da parte di tutti quanti. La questione infatti non riguarda, come rozzamente è stato voluto far credere, un essere a favore della vita o della morte (ci mancherebbe altro...), ma piuttosto un punto assai più delicato, ossia la libertà individuale di poter decidere di sé stessi liberamente.

Quello che infatti il cosiddetto Partito della Vita tralascia sistematicamente di ricordare è che la vicenda di Eluana ruotava intorno ad una sua libera decisione, che è stata accertata oltre ogni possibile dubbio attraverso ben sei processi ed una vicenda giudiziaria durata un decennio, decisione supportata dal diritto costituzionale del paziente a rifiutare le cure mediche. Contro questa libera scelta si è arrivati ad invocare addirittura la modifica della Costituzione della Repubblica.

Anche ora le posizioni in campo non sono sostanzialmente cambiate: abbiamo due proposte di legge, una dell' opposizione che tutela la libertà di scelta, e la proposta del governo, a firma dell' On. Calabrò, che di fatto rende impossibile disporre di sé stessi perché impone la prosecuzione di alimentazione ed idratazione in ogni caso (non sarebbe possibile disporne il rifiuto nel testamento biologico) e perché comunque mette la decisione finale in mano al medico curante, che potrebbe comunque scegliere di non seguire il dettato disposto nel testamento. Questa è sostanzialmente la posizione già esposta un paio di anni fa dalla Commissione Episcopale Italiana per bocca dell' allora segretario Mons. Betori: "Siamo disponibili ad una legge sul testamento biologico, a condizione però che mai la volontà del malato possa essere considerata superiore a quella del medico curante".

Crediamo che risulti a questo punto evidente quale sia il vero nocciolo del contendere: non abbiamo qui un Partito della Vita ed un Partito della Morte, ma piuttosto abbiamo una posizione che ritiene che ciascun individuo debba essere in grado di disporre di sé stesso liberamente, come garantito dalla Costituzione, rifiutando anche le cure che non desiderasse, ed un Partito che invece ritiene che gli individui non debbano avere questa libertà, ma che altri debbano decidere per loro. Non Vita contro Morte, dunque, ma Libertà contro Schiavitù, la difesa delle libertà più fondamentali contro il tentativo di controllare gli individui nei loro momenti più intimi.

Proprio per questo noi riteniamo che sia indispensabile un grande impegno di tutti quanti coloro credono nella libertà al fine di bloccare questo tentativo, e proprio per questo noi riteniamo completamente incomprensibile l' ignavia dei dirigenti del PD che intendono "garantire la libertà di coscienza" della componente fondamentalista cattolica che fin troppo condiziona quella che, in teoria, dovrebbe essere l' opposizione. In questioni che riguardano libertà così fondamentali non ci si può appellare alla "libertà di coscienza": senza libertà tout court non può esistere quella di coscienza. Cosa si aspetta, ci chiediamo? Se dovesse venir proposta una legge che reintroducesse la religione cattolica come religione di stato e ponesse fuori legge e passibili di persecuzione tutti coloro che professano una fede diversa, anche allora il PD lascerebbe "libertà di coscienza" ai teodem? Stiamo parlando di una legge che attenta alle libertà individuali più basilari, questa posizione è inaccettabile e pilatesca e a maggior ragione, poiché abbiamo un' opposizione senza spina dorsale, è fondamentale che ciascuno si impegni al riguardo.

Giova ricordare, anche se non sarebbe necessario, che parliamo di una questione che non intacca minimamente la libertà di chi si riconosce nella posizione della Chiesa Cattolica: nessuno infatti obbligherebbe un cattolico a rifutare le cure se le desidera, o peggio a vedersele negate. Al contrario, la proposta del Governo punta proprio a negare la libertà di tutti quelli che invece in questa posizione non si riconoscono. E' piuttosto semplice, quindi, distinguere chi vuole prevaricare da chi viene prevaricato: serve la voce di tutti quanti per arginare questo tentativo, soprattutto in un paese come il nostro, tanto addormentato e tanto abituato a subire i dettami di uno Stato Estero da aver quasi dimenticato di essere un paese indipendente, sovrano e, almeno in teoria, laico.