Alzare la voce

Ok, lo ammetto: ci sono cose che non capisco. Deve essere sicuramente colpa mia, semplicemente non ci arrivo. Una delle cose che sinceramente, per quanto mi sforzi, non riesco a comprendere è l' atteggiamento che la maggior parte dei media italiani tiene nei confronti delle correnti spirituali pagane. Solo pochi giorni fa simboli sacri del paganesimo erano stati usati per illustrare un' inchiesta sulle sette e sui santoni: al di là del pressappochismo mostrato nella stesura dell' articolo, in cui si faceva una gran confusione di luoghi comuni e poco altro, l' utilizzo di simboli sacri ad un percorso spirituale per illustrare un presunto allarme sociale dovuto a qualcosa che con questo percorso non ha nulla a che fare, oltre che essere inaccettabile ed offensivo, direi che è senza meno bizzarro.

Adesso ci risiamo: a seguito dei terribili fatti di Oslo ed Utoya, molte testate si sono lanciate in articoli di colore sull' estrema destra norvegese, tirando in ballo elementi eterogenei come la musica metal, il satanismo e, naturalmente, il paganesimo. Come sbagliarsi? Se non fosse che le stragi norvegesi non sono state compiute da un ascoltatore di musica metal, né da un satanista e ancor meno da un pagano. Per sua stessa orgogliosa dichiarazione, l' attentatore di Oslo ed Utoya è un fondamentalista cristiano, e questo emerge anche facilmente dal suo memoriale, reperibile su Internet, tutto incentrato sulla figura del Templare, del Cavaliere di Cristo, del Crociato. In breve, dell' esatto opposto di un metallaro, di un satanista e ancor di più di un pagano.

 

Allora come mai chi segue la spiritualità pagana e neopagana deve, ancora una volta, vedere infangato pubblicamente il proprio percorso spirituale a causa di qualcosa con cui non ha alcun tipo di relazione? Possibile che il livello degli operatori dell' informazione in questo paese sia così modesto, così sciatto? Certo, non è possibile non ricordare come questo sia un paese particolare, in gran parte a sovranità vaticana per così dire, ma è sufficiente questo per spiegare gli eventi? Si tratta davvero solo di servilismo nei confronti del soglio pontificio?

Personalmente ritengo che questo sicuramente esiste, come esiste una sciatteria generale ed un livello medio molto molto basso tra gli operatori dell' informazione, ma quello che sicuramente completa il quadro e che, in certo modo, causa e perfino incoraggia certa sciatteria, è la percezione che fino ad ora queste persone hanno avuto dei pagani: nella maggior parte dei casi nell' ombra, a testa bassa, non veniamo percepiti come un gruppo sociale da rispettare, molto semplicemente. Se quello che viene sistematicamente detto circa i pagani fosse detto in riferimento a qualunque altra minoranza, sicuramente accadrebbe un putiferio. Non si tratta di numeri relativi, semplicemente c'è la consapevolezza che le minoranze vanno rispettate se non si vuole andare incontro a conseguenze. Quando si tratta dei pagani, questa consapevolezza non c'è. Nessun giornalista si preoccupa di poter offendere il sentimento religioso di un pagano. Perché?

Probabilmente proprio per l' abituale ritrosia dei pagani italiani a mostrarsi, a far sentire la propria voce, a farsi rispettare, in una parola. Divisi in miriadi di gruppi minuscoli, quando pure si riuniscono, la maggior parte dei pagani italiani preferisce non farsi vedere né sentire, e quindi non viene nemmeno percepita come minoranza effettivamente esistente.

E' chiaro che questo stato di cose non è accettabile, e per poterlo correggere è necessario uno sforzo da parte di tutti. Innanzitutto smettendo di accettare che certe cose possano essere scritte impunemente sul nostro conto: solo attraverso una pressione costante, in cui ogni singolo pagano si assuma la responsabilità, ogni volta che vede la sua via infangata e diffamata, di scrivere alla testata incriminata per chiedere una pronta rettifica, potremo creare nei media la consapevolezza che dobbiamo essere trattati con la stessa dignità delle altre minoranze religiose. Tutti sono indispensabili, lo sforzo di ciascuno è essenziale.

Poi sarebbe opportuno anche sviluppare un maggior senso di comunità e di unità: invece di polverizzarsi in realtà minime, di poche persone, sarebbe assai più utile federarsi ed unirsi, dare forza alle realtà più grandi ed autorevoli perché possano più facilmente far ascoltare la voce di tutti noi. In un paese individualista come il nostro è senz' altro impresa difficile, ma necessaria se veramente vogliamo che le cose possano cambiare.