Magia e Superstizione in Europa dall' Antichità ai Giorni Nostri

Magia e Superstizione in Europa dell' Antichità ai Giorni Nostri

La Lindau Edizioni ci propone questo saggio di freschissima traduzione, ad opera di Michael Bailey della Iowa State University, che si propone di affrontare un compito a dir poco monumentale, ossia di fare un excursus su come magia e superstizione siano state percepite e che impatto abbiano avuto nel tessuto sociale europeo dall' antichità ai nostri giorni: anche limitando la ricerca al solo Vecchio Continente, il rischio di fornire i classici brevi cenni sull' Infinito è senz' altro concreto.

 

Tuttavia Bailey riesce a darci una indagine interessante e sufficientemente accurata di una evoluzione di questi concetti e del loro impatto sulla società, sia pur sacrificando un bel po' il mondo antico e centrando la sua analisi fondamentalmente a partire dall' era volgare fino ai nostri giorni. Il volume risulta scritto in uno stile snello ed asciutto che aiuta il lettore e lo conduce per mano attraverso i secoli, cercando di volta in volta di capire come i concetti analizzati si siano modificati nella percezione della società e quale posto abbiano assunta in essa, dalle prime sistematizzazioni della Patristica alla creazione dell' Inquisizione,  dalla Caccia alle Streghe alle logge massoniche fino ai gruppi di magia cerimoniale del XIX e XX secolo e alla rinascita del Neopaganesimo.

Si tratta sicuramente di un volume ben ricercato e ben scritto, che può risultare di grande utilità a chi voglia un testo che riporti un quadro storico evolutivo chiaro e sufficentemente esauriente e, considerato che spesso è proprio la storia uno dei talloni di Achille di tanti moderni neopagani, mi sento sicuramente di consigliarlo come testo da leggere.

Va però detto che, come ogni cosa, anche questo testo ha i suoi limiti. In particolare, a me sembra, il problema dell' autore risulta essere una sua difficoltà a discostarsi dall' imprinting del pensiero dominante che finisce col sortire un duplice effetto: da un lato, ancora una volta, si stende un velo sul grande tabù della storiografia occidentale, ossia sullo sterminio dei pagani e sui mezzi con cui il Cristianesimo è stato imposto in Europa (anche se va riconosciuto che il punto non è necessariamente centrale allo scopo del volume); d' altro canto il voler dividere a tutti i costi magia e religione lo porta, a mio avviso, a non comprendere appieno e l' approccio precristiano e certi momenti della modernità. Dal punto di vista di un pagano, che è un punto di vista olistico, magia e religione non sono affatto due cose separate: casomai è possibile distinguere la magia, a seconda dei suoi scopi, in magia teurgica, volta alla comunicazione con il Divino, e magia taumaturgica, volta a scopi terreni. Se si manca questo punto, ogni comprensione del mondo antico è compromessa dal fatto che lo si sta quardando attraverso lenti che non gli appartengono. Allo stesso modo, per contrappasso, questa distinzione impedisce di vedere appieno come la Scienza, a partire dall' illuminismo, si configuri essa stessa come religione e magia, il che ci permette anche di comprendere il perché queste ultime due sono state spesso viste come nemiche ed avversarie della prima.

Tuttavia, malgrado questi limiti, il testo è senz' altro curato ed utile a chi voglia un quadro generale dell' evoluzione della cultura europea riguardo alla magia ed alla superstizione.

 

Bailey, M. Magia e Superstizione in Europa dall' Antichità ai Giorni Nostri, Torino 2008, Lindau

ed or. Magic and Superstition in Europe. A Concise History from Antiquity to Present 2007, Rowman & Littlefield

ISBN 978-88-7180-752-2  € 26,00